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La nuvola bianca

“Chi vuole ricordare non deve
starsene fermo ad aspettare
che i ricordi vengano da soli fino a lui.
I ricordi si sono dispersi nel vasto mondo
e bisogna farli uscire dai loro nascondigli”
M. KUNDERA, Il libro del riso e dell'oblio

Duemila morti. “La Nuvola Bianca” è un viaggio iniziato due anni fa quando, tra Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, e Cavagnolo, sulla collina torinese, abbiamo incontrato il ricordo delle prime vittime dell’Eternit. Un lamento chiedeva attenzione su un territorio entro i cui confini il Faber Teater lavora da anni. Quella strage nata da un “virus” minerale chiamato amianto si stava espandendo e aumentava il numero di morti per asbestosi e mesotelioma. I fantasmi delle colline erano diventati cartelle cliniche da allegare agli esposti alla Procura di Torino, ma chi, per scelta e intuizione, ha deciso di raccontare la memoria, non poteva girare la testa dall’altra parte.

Questa epidemia poteva decantare nelle parole di un coro tragico, raccogliendo le voci dei testimoni e, appunto, seguendo le orme degli uomini ex e delle donne ex.
Due anni fa ci siamo messi sulle tracce delle vittime e dei testimoni, come la piccola Camera del Lavoro di Casale Monferrato e, successivamente, l’associazione familiari vittime amianto. Il giornalista Alessandro Cappai ha iniziato a stendere una prima inchiesta, mettendo insieme gli atti dei processi italiani nei confronti dell’Eternit e a tutto il materiale si è aggiunta la cronaca della nuova avventura nata dal maxiesposto al Procuratore Raffaele Guariniello nei confronti dei vertici svizzeri e belga della multinazionale. Come la magistratura sta cercando di dimostrare, le responsabilità già accertate contro i dirigenti nazionali, di fatto, si possono ricondurre al vertice della cosiddetta catena di comando e portano direttamente alla sede centrale della società.

Un lavoro sull’archivio e sui fatti che si stavano e si stanno evolvendo si è poi accompagnata a un catalogo di “voci”. Bianca Guidetti Serra (avvocato di parte civile per la Camera del Lavoro), Raffaele Guariniello (accusa nel processo contro l’Eternit Italia), Bruno Pesce e Nicola Pondrano della Cgil, Romana Blasotti (presidente dell’associazione familiari vittime), ex operai ed ex operaie, parenti dei morti “civili”, quelli cioè non dipendenti della fabbrica, sono stati alcuni di frammenti sonori raccolti.

Dopo una stesura giornalistica, Alessandro Cappai è poi passato alla scrittura del testo da mettere in scena. I registi Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone hanno voluto sintetizzare il racconto nelle parole scritte: poco spazio allo spettacolo e un’attenzione massima alla sobrietà. Non un’apparizione ad effetto, ma una concentrazione esclusiva su quanto la storia intende rivelare attraverso gli attori del Faber Teater (Lodovico Bordignon, Marco Andorno, Paola Bordignon e Sebastiano Amadio).

La Nuvola Bianca è diventata, così, una parte scritta e descritta da un narratore che conduce lo spettatore sulle orme dei fantasmi. I fantasmi, invece, appaiono, cantano, urlano e si lamentano, incrociando le intonazioni, sollevando la memoria da sotto terra. Salme che dormono su una collina e, per una sera, decidono di riapparire e scendere per chiedere giustizia.

Spettacolo del Faber Teater
con Lodovico Bordignon, Marco Andorno, Paola Bordignon e Sebastiano Amadio
Regia di Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone
Testo di Alessandro Cappai


 
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