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L’avanzo di bilancio per tutelare gli infortuni sul lavoro
Torino, 14 Ottobre 2007 – Nella Giornata nazionale contro le “morti bianche” e gli infortuni sul lavoro, appello del presidente Napoletano per “un forte impegno civile” per fermare la strage nei cantieri. L’Anmil chiede maggiore attenzione per gli invalidi e le famiglie delle vittime. Il ministro Damiano annuncia l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello stanziamento di 50 milioni di euro per l’adeguamento degli indennizzi.
di Elisabetta Reguitti E se il Civ “congelasse” l’approvazione del bilancio preventivo 2008 dell’Inail? La provocazione, lanciata da Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Istituto assicuratore, piace anche a Pietro Mercandelli presidente nazionale dell’Anmil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro. “Almeno fino a quando non fossero sciolti i nodi e le questioni sulla destinazione delle risorse per il tanto auspicato miglioramento delle prestazioni delle vittime del lavoro e dei loro familiari” - ha poi aggiunto Guerisoli - dando maggiore rilevanza e intensità alla sua provocazione.
E Mercandelli ha prontamente aggiunto che, se ciò avvenisse, “sarebbe un segnale politico forte e un concreto segno di volontà di invertire la rotta”. La rotta di cui parla Mercandelli è riferita al “tesoretto” dell’Inail: l’avanzo di circa 2 miliardi di euro l’anno che l’Istituto accantona obbligatoriamente nella Tesoreria dello Stato a tasso zero e che è dovuto, da un lato, all’accrescersi della massa contributiva (premi assicurativi versati dalle aziende) e, dall’altro, ai parametri fermi al 2000 degli indennizzi ai lavoratori. Sono anni che l’Anmil avanza la richiesta di utilizzare questo avanzo di bilancio per i fini istituzionali, vale a dire per tutelare gli infortunati e i loro familiari, e non solo per sostenere la spesa pubblica. La 57 esima edizione della giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro, che si è svolta la domenica 14 al Centro incontri della regione Piemonte a Torino, non è stata solamente un momento celebrativo. Al contrario: un confronto e dibattito tra i responsabili politici, gli esponenti del mondo sindacale e i vertici Inail, ma, anche e soprattutto, un importante appuntamento per individuare nuovi punti di contatto tra l’associazione e il ministero del Lavoro.
L’obiettivo di ricomporre l’incrinatura, che si era determinata alla vigilia della presentazione della legge Finanziaria, è stato centrato. Anmil, nelle scorse settimane, non aveva mancato di far sentire la propria voce, ribadita ieri, per “la delusione nel rilevare che, il disegno di legge della Finanziaria del 2008 ed il decreto collegato, non contengono alcun provvedimento teso a rendere giustizia alla categoria dei lavoratori infortunati”. Dal canto suo, il ministro Cesare Damiano, presente ieri alla giornata nazionale Anmil, non ha nascosto la concreta difficoltà politica nel proseguire nella sua completezza il “progetto” di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, avviato nel luglio del 2006 con l’introduzione del pacchetto sicurezza nel decreto Bersani, proseguito con la legge delega 123/07 e che, sempre secondo le intenzioni del capo del dicastero, avrebbe previsto anche un complessivo adeguamento delle tabelle di rivalutazione del danno biologico attualmente ferme al 2000. L’obiettivo finora raggiunto dal capo del dicastero del lavoro sono i 50 milioni di euro per la tutela del danno biologico come misura una tantum per il 2008, “che però vorrei riuscire a trasformare in un intervento strutturale” ha assicurato il ministro. Si tratta di un primo risultato, inserito nel pacchetto welfare, che si aggiunge agli altri 50 milioni di euro già previsti nella legge Finanziaria del 2008 per attività di prevenzione e ai 2,5 milioni di euro previsti come fondo per i familiari delle vittime del lavoro.
“Sono messaggi positivi di cui diamo atto al ministro Damiano – ha dichiarato Mercandelli - ma non possiamo abbassare la guardia. Restano gli obiettivi di adeguamento delle tutele, resta il traguardo di restituire dignità al lavoro – ha proseguito -, oltre ad una azione immediata finalizzata alla sensibilizzazione su questi temi con campagne di promozione, informazione e approfondimento, con interventi formativi continui per i lavoratori e la realizzazione di un coordinamento tra gli enti coinvolti nelle attività ispettive. Diversamente – ha aggiunto Mercandelli – gli iscritti, loro malgrado, si mobiliteranno con azioni di protesta”. Nuove prospettive di azione comune, dunque, e non solamente parole, quelle emerse nella mattinata torinese, alla quale hanno partecipato anche il presidente nazionale dell’Inail, Vincenzo Maungari, i segretari confederali della Uil Paolo Carcassi, di Ugl Marina Porro e il rappresentante della Cisl Piemonte, Aldo Celestini.
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