di Diego Alhaique
La fiction si è trasformata in realtà. Tragica, purtroppo, perché la “morte bianca” che si doveva rappresentare sul set lo scorso giovedì a Milano c’è stata davvero: è morto Niccolò Ricci, uno dei più noti stuntmen italiani, a seguito del “tuffo” da un'impalcatura mentre girava una scena della fiction “Vite sospese”. Ricci, è stato ricoverato in stato di coma all'ospedale Niguarda, ma le cure sono state inutili: è stato dichiarato cerebralmente morto nella serata di giovedì. La crudeltà della sorte è che Ricci lavorava come controfigura recitando in una scena di un incidente sul lavoro per un episodio intitolato “Morti bianche”. Il copione prevedeva che l'uomo fosse coinvolto dal crollo dell'impalcatura e venisse ricoverato nell'ospedale al centro della fiction, ma che poi si salvasse, mentre invece dai primi accertamenti sembra che egli sia caduto fuori dal tappeto gonfiabile che serviva per attutirne la caduta.
Se saranno comunque le indagini a stabilire le cause e le eventuali responsabilità di questa ennesima morte sul lavoro, bisogna sottolineare che quello del cinema e dello spettacolo è spesso un lavoro molto pericoloso. I dati confermano queste condizioni di rischio e delineano un fenomeno certamente poco conosciuto di infortuni sul lavoro anche gravi e mortali: negli anni 2002 – 2006 vi sono stati in Italia quasi 22.000 infortuni sul lavoro nel settore, di cui 69 mortali e ben 1.235 con esiti invalidanti (dati Inail - Ispesl). I dati collocano il comparto “cinema spettacolo” al 26° posto nella graduatoria nazionale di gravità su 39 settori considerati.
Set cinematografici e televisivi, palcoscenici teatrali, sale da concerto e luoghi di spettacolo in genere sono situazioni complesse sotto il profilo tecnico e organizzativo e con risvolti altrettanto problematici circa la sicurezza e la salute dei lavoratori e del pubblico. Si tratta di un ampio arco di rischi, da quelli del tutto analoghi ai cantieri edili (cadute dall’alto, come è successo l’altro giorno a Milano o quando si monta un palco per un evento all’aperto), a quelli di tipo industriale, come il rischio elettrico o il rumore, a cui sia aggiungono specifici problematiche legate alla professione, come le posture faticose imposte agli strumentisti musicali. Nel preparare e fare spettacolo, la natura dei rapporti di lavoro è anch’essa complessa: persone che lavorano insieme solo temporaneamente e poi si spostano per un altro lavoro, operando in un nuovo gruppo e in diverse condizioni. È difficile immaginare che i queste situazioni si faccia ad esempio formazione alla sicurezza e si creino le premesse per operare secondo i principi della prevenzione.
Ma, se da una parte la normativa impone adempimenti fondamentali per la sicurezza dei lavoratori e del pubblico – per la prevenzione incendi soprattutto da parte degli esercenti i locali di pubblico spettacolo e per la valutazione dei rischi e l’individuazione delle relative misure di prevenzione da parte dei datori di lavoro - si deve tuttavia sottolineare come sia ancora ampiamente carente una cultura diffusa della sicurezza tra gli operatori a diversi livelli, dai responsabili di produzione agli stessi lavoratori, spesso autonomi (freelance), perché si applichi effettivamente quanto previsto dalle norme. Manca la volontà di costituire sistemi e mezzi che permettano di impostare fin dalla fase della progettazione ambienti e condizioni di lavoro sicuri.
Non succede così in altri paesi. Nel regno Unito, ad esempio, esiste dal 1991 un Comitato consultivo paritetico per la salute e la sicurezza nel lavoro dello spettacolo (Bjac - Joint Advisory Committee for Broadcasting and Performing Arts), costituito da rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori, con il sostegno dell’ente pubblico competente (Hse - Health and Safety Executive). Il Comitato fornisce un vasto quadro di consulenze agli operatori in tutti i settori dello spettacolo e cura un altrettanto ampio numero di pubblicazioni tecniche e divulgative su diversissimi temi della materia: dall’uso delle sostanze tossiche e nocive, alla gestione delle emergenze, alla sicurezza nell’esercizio dei trenini e dei veicolo giocattolo nei parchi di divertimento per bambini.
Diego Alhaique