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Giovedì 13 dicembre 2007

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Approvare il decreto sui lavori usuranti

Che sono:  

a) Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti come da decreto Salvi (lavori in galleria, cave o miniere, in cassoni ad aria compressa, lavori svolti da palombari, lavori ad alte temperature, lavori di asportazione dell’amianto, ecc.)

b) Lavoratori notturni 1)lavoratori impegnati in lavori a turni 2) lavoratori impegnati per l’intero anno lavorativo;

c) Lavoratori addetti alle linee a catena;

d) Conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

I lavoratori di cui alle lettere a), b) n.2, c), d) conseguono il diritto al trattamento pensionistico con un’età anagrafica inferiore di tre anni.

I lavoratori impegnati in lavoratori a turni conseguono il diritto al trattamento pensionistico con un anticipo di:

a) Dodici mesi per coloro che svolgono l’attività lavorativa nel periodo notturno per un numero di giorni all’anno compreso tra 64 e 71;

b) Ventiquattro mesi per coloro che svolgono l’attività lavorativa nel periodo notturno per un numero di giorni all’anno compreso tra 72 e 77;

c) Trentasei mesi per coloro che superano 77 giorni all’anno.

Per ottenere il beneficio che parte dal 1° luglio 2009, occorre presentare idonea documentazione.

Il decreto, varato in prima lettura dal Consiglio del Ministri del Governo Prodi, dalla Conferenza Stato-Regioni e dalla Commissione Lavoro della Camera, non ha ricevuto il via libera dalla Commissione Lavoro del Senato a causa della mancanza di numero legale.

Il Governo Prodi, in fase di conclusione del suo mandato, ha consegnato al futuro Governo questo importante provvedimento a vantaggio dei lavoratori e delle imprese, che è stato approvato e certificato sotto il profilo dei costi previsti dal protocollo sul Welfare (circa tre miliardi di euro nei prossimi dieci anni) dalla Ragioneria dello Stato. La mozione presentata da Cesare Damiano chiede che esso venga definitivamente approvato per non correre il rischio di vanificare un’importante conquista sociale.


 
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