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Una proposta di Articolo 21. Apriamo il dibattito on line
Alla fine degli anni ’60 fu realizzato a cura dei tre sindacati dei metalmeccanici Fim,Fiom e Uilm una dispensa sull’ambiente di lavoro. Essa era il frutto di un’esperienza nata dall’incontro tra operai, sindacalisti di fabbrica e medici e avrebbe segnato tutto il lavoro sindacale su ambiente di lavoro e nocività degli anni successivi. Grazie a quest’esperienza gli operai divennero protagonisti della lotta alla nocività negli ambienti di lavoro e capaci, insieme ai tecnici, di individuarne le cause e di proporne i rimedi. All’indomani delle morti alla ThyssenKrupp di Torino, il segretario nazionale della CGIL, Guglielmo Epifani in un’intervista a “la Repubblica” disse: "Ogni morto è per noi una sconfitta. Qual è la nostra principale funzione se non quella di tutelare l'integrità, innanzitutto fisica, del lavoratore? C'è anche una nostra quota di responsabilità, accanto alla mancanza di controlli e alle colpe delle imprese che spesso non si curano della sicurezza in nome del profitto" e aggiunse che il sindacato aveva bisogno di un’ “autoriforma”. "Dobbiamo tornare in prima linea. Dobbiamo tornare con fatica a sporcarci le mani con la condizione del lavoro". Come tornare a farlo? Secondo quale metodo e con quali strumenti? Ci sembra che questi aspetti meritino una riflessione profonda. Noi offriamo come contributo la pubblicazione di questa dispensa che ci sembra possa essere un ottimo spunto per una riflessione su questo tema e ci auguriamo di poter ospitare nel nostro sito molte voci rappresentative del sindacato, della politica, dei lavoratori stessi.
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